Meno gente alla Luminara 2012

LUCCA - La magia e la suggestione della Luminara si sono ripetute anche quest’anno e sono state portate nelle case dei lucchesi, sul piccolo schermo, da NoiTv. Un po’ minore forse la partecipazione popolare rispetto al passato.

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Questa in sintesi la processione di Santa Croce 2012, partita con puntualità da San Frediano e aperta dallo stendardo del Volto Santo, restaurato grazie alla Fondazione Cassa di Risparmio. Applausi e flash dei fotografi per l’opera del pittore Michele Marcucci. Che per la prima volta, grazie al nuovo impianto a tubolari, è stata trasportata contemporaneamente da due portantini e non più da uno solo.
Poi la processione è sfilata lungo il percorso secolare, fino alla Cattedrale di San Martino. Qualche lumino in meno rispetto agli anni scorsi, e meno gente ad assistere ai lati delle strade. L’affluenza probabilmente non è stata favorita dal giorno infrasettimanale. E qualcuno forse se n’è andato prima a causa dei frequenti stop al corteo verificatisi in particolare all’ingresso in San Martino della seconda parte del segmento religioso. Chi c’era però ha potuto ammirare l’impareggiabile spettacolo della piazza rischiarata dai lumini, i costumi e le opere d’arte portate in processione. E il restaurato tempietto del Civitali, al momento dell’omaggio al Volto Santo.
Tra le novità di quest’anno, in corteo la colorata rappresentanza della comunità cristiano ortodossa romena, che conta circa 600 aderenti a Lucca. E, nella delegazione del Coni, la partecipazione degli olimpionici Luca Tesconi, medaglia d’argento a Londra e Nicola Vizzoni.
Era anche la prima volta per Alessandro Tambellini da sindaco. Nella parte civile della processione c’è stato un piccolo giallo. Non era presente nessun consigliere di opposizione, a parte Luca Leone. Forse una rappresaglia nei confronti del centrosinistra, che l’anno scorso sfilò a distanza dall’allora maggioranza di Mauro Favilla, coinvolta nell’inchiesta della Procura su politica e affari.
In Cattedrale, infine, l’intervento dell’Arcivescovo Castellani e l’esecuzione del Mottettone Tragico, di Marco Bargagna, hanno chiuso una celebrazione che si rinnova ormai da 12 secoli e che fa parte del dna dei lucchesi.

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