Truffavano i ‘vip’; un arresto e due denunce

LUCCA - La Polizia ha sgominato un sodalizio criminale dedito alla commissione di truffe nei confronti di persone facoltose sulla riviera apuo-versiliese.

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La Squadra Mobile della Questura di Lucca ha dato esecuzione alla ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di Roberto Rossi, 45 anni, di Viareggio,considerato il capo dell’ organizzazione; mentre risultano
indagati a piede libero,sempre per i reati di truffa aggravata e millantato credito F. K. A., nata in Polonia nel 1982, residente a Viareggio, compagna di Rossi, e M. M., nato nel 1959, di Viareggio. Gli investigatori hanno operato anche il sequestro preventivo di 3 conti correnti, 1 deposito di gestione collettiva del risparmio, 3.100 euro in contanti, 18 orologi di pregio, due collane un braccialetto ed un paio di gemelli in oro, ritenute provento dell’ attività illecita, nonché copie di assegni emessi all’ ordine del Rossi per decine di migliaia di euro. Rossi, titolare di una ditta di traslochi a Viareggio, nel gennaio del 2007 era già stato tratto in arresto dalla Squadra Mobile di Lucca che, unitamente all’omologo Ufficio della Questura di Potenza, nell’ ambito della operazione Happy
hour di cui era titolare il PM John Henry Woodcoock aveva sottoposto a misure cautelari restrittive 7 persone e ne aveva indagato a piede libero altre, tra cui due avvocati, per il reato di associazione a delinquere finalizzata alle truffe ed al millantato credito. Tra le parti offese, raggirate sulla possibilità di comprare dimore di pregio e veicoli di “alta gamma” millantando entrature in Magistratura e tra le Forze dell’ Ordine, si rammenta che all’ epoca vi fu anche Vittorio Emanuele di Savoia. L’ attività investigativa ha consentito di riscontrare che il trio criminale si
era nuovamente dedicato a truffe in grande stile, scegliendo come prede persone facoltose e agevolmente circuibili. Tra le vittime un facoltoso commerciante di La Spezia ed un noto medico di Viareggio cui, approfittando del loro stato di prostrazione psicologica, indotta facendo loro credere di avere una grave malattia ovvero di essere spiati dalle Forze dell’ Ordine oppure prospettando facili guadagni millantando entrature in ambienti vip, avevano “spillato” una cifra stimabile in
almeno 1 milione di euro.

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