Il “Re” di Barbareschi debutta al Giglio

LUCCA - E’ stato il principe balbuziente Albert, alias Filippo Dini, a incassare gli applausi più calorosi dalla platea del Giglio, gremita per la prima nazionale del “Discorso del Re” diretto e interpretato da Luca Barbareschi.

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Due ore e mezzo di spettacolo per la trasposizione teatrale di “The King’s Speech” di Tom Hooper, sceneggiato da David Seidler e vincitore di quattro premi Oscar: la storia, ispirata a fatti realmente accaduti nella Londra degli Anni Trenta, racconta la complicità fra il futuro re Giorgio VI, affetto da gravi problemi di comunicazione, e il personaggio di Barbareschi, Lionel Logue, un logopedista australiano con sfortunati trascorsi da attore che ha il compito di aiutare Bertie a risolvere i suoi problemi. Sullo sfondo s’intrecciano altre storie. Quella del fratello maggiore di Bertie, Edward, in scena Mauro Santopietro, erede al trono che però abdica per amore di Wallis Simpson, un’americana con due divorzi già alle spalle.
E la storia di Elisabeth, moglie di Albert e futura, grande sovrana d’Inghilterra, che sostiene con passione il marito e lo accompagna nella conquista della capacità di parlare davanti a tutti.

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