Mamma Cira scrive al presidente Hollande

VIAREGGIO - Mamma Cira non si arrende e si rivolge di nuovo all’Eliseo, per avere giustizia sulla morte del figlio, Daniele Franceschi, deceduto nel 2010 nel carcere francese di Grasse in circostanze mai del tutto chiarite.

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Sul caso la magistratura francese ha aperto un’inchiesta e risultano indagate cinque persone: il vicedirettore del carcere, un agente di polizia penitenziaria, il medico e due infermiere del reparto ospedaliero della prigione. Cira Antignano, assistita dall’avvocato Aldo Lasagna, aveva già scritto all’allora presidente Sarkozy ed aveva manifestato davanti all’Eliseo, rischiando anche di essere arrestata. In questa nuova missiva inviata a Francois Hollande, torna a chiedere che le siano restituiti gli organi di suo figlio per tentare una seconda autopsia in Italia. «Ho riavuto il corpo di Daniele – scrive la donna – privato degli organi, perché potevano essere la prova della responsabilità che la vostra giustizia non si è saputa assumere. Dunque mi appello a voi signor Presidente – scrive ancora nelle lettera Cira Antignano – perché questo crimine domanda ad alta voce giustizia». Tra l’altro la donna, 63 anni, sta vivendo un’altro dramma: rischia di perdere la casa. E’ sotto sfratto e dopo la morte del figlio non ha più i requisiti per ottenere un alloggio popolare. Il commissario straordinario del comune di Viareggio, Domenico Mannino ha promesso un suo interessamento.

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