Province, la battaglia continua in Regione

LUCCA - Sul riordino delle province, dopo il nulla di fatto al Consiglio autonomie, la parola passa al Consiglio regionale, che entro il 23 ottobre, dovrà formulare una proposta di riassetto da trasmettere al governo.

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Gli amministratori locali, riuniti nel Consiglio delle autonomie locali, sono rimasti divisi su due proposte. Da una parte quella delle aree vaste (Lucca con Massa, Pisa e Livorno), promossa dal presidente della Regione Enrico Rossi e sostenuta dall’Associazione comuni e in particolare dai sindaci di Pisa e Livorno, Filippeschi e Cosimi. Dall’altra, la proposta dell’Unione province, sostenuta dai presidenti provinciali, compreso Stefano Baccelli, che chiede la divisione dell’area vasta costiera in due province, quindi con Lucca che andrebbe solo con Massa. Una proposta alla fine sposata anche dal primo cittadino di Lucca, Tambellini, dopo un periodo nel quale il sindaco aveva evitato di pronunciarsi sulle due alternative. Adesso la decisione tocca al consiglio regionale, se le forze politiche e i singoli consiglieri saranno in grado di trovare un’intesa.
Sullo sfondo c’è Mario Monti, con la mannaia. Perchè alla fine il governo potrebbe decidere di respingere tutte le proposte di deroga allo studio delle Regioni in queste ore e applicare la legge senza eccezioni, partorendo il provincione comprendente Massa Carrara, Lucca, Pistoia e Prato.

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