Roberto Romanini arrestato per sequestro

CAMAIORE - “Sequestro di persona a scopo di estorsione, calunnia e minaccia”. Sono queste le accuse con cui la polizia di Lucca ha tratto in arresto Roberto Romanini.

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“Questa vicenda non ha alcun legame con l’omicidio del cugino Stefano” hanno ribadito il Questore Claudio Cracovia e il dirigente della Squadra Mobile di Lucca Virgilio Russo. Romanini è finito in carcere su ordine su richiesta della Procura di Firenze per un fatto avvenuto nel 2006. Secondo l’accusa Roberto Romanini, che a quel tempo era alla guida di una società che commercializzava funghi, attraverso un filmato compromettente a luci rosse e un sequestro lampo avrebbe estorto a un imprenditore italo-finlandese la firma di un contratto capestro attraverso il quale obbligava la vittima a pagargli oltre 3 milioni di euro. L’imprenditore oggetto dell’estorsione aveva denunciato il fatto, ma non trovando riscontri la procura aveva archiviato il caso. La prova decisiva, ed è qui che troviamo un legame con la vicenda avvenuta l’8 febbraio 2011, è venuta fuori nel corso di una perquisizione nel giugno del 2011 effettuata dalla polizia in casa di Roberto Romanini, iscritto nel registro degli indagati dopo l’omicidio di Stefano. Nell’abitazione, Romanini teneva nascosto il filmato hard con cui aveva minacciato l’imprenditore finlandese.
Ad aggravare la situazione di Romanini portando il Tribunale a richiederne la custodia in carcere, ci sono le minacce che secondo l’accusa l’imprenditore camaiorese avrebbe mosso ad altri impenditori conoscenti della vittima affinché tacessero alla polizia quanto sapevano del sequestro.

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