In piazza S. Martino la Festa della Libertà

LUCCA - Anche quest’anno si è rinnovata a Lucca la celebrazione della Festa della Libertà, che ricorda la fine dell’asservimento della città alla dominazione pisana, durata trent’anni.

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Le iniziative, come negli anni passati, sono state promosse dalla Compagnia dei Balestrieri, Nel corso della Santa Messa in Cattedrale è stata letta l’antica preghiera cinquecentesca scritta dal vescovo Alessandro Guidiccioni, ritrovata alcuni anni fa nella Canonica di Pieve Fosciana, che invoca l’aiuto divino per illuminare i governanti lucchesi e mantenere l’indipendenza della città.
Al termine della messa in piazza San Martino, alla presenza delle autorità cittadine, c’è stata l’esibizione del Gruppo Musici e Sbandieratori della Compagnia Balestrieri e la rievocazione storica della cerimonia di insediamento e giuramento dei gonfalonieri dei tre terzieri, San Martino, San Paolino e San Salvatore, istituiti proprio per meglio amministrare la città dopo la cacciata dei pisani nel 1370.
Primo atto del nuovo governo lucchese fu l’istituzione nella prima domenica dopo Pasqua della Festa della Libertà, per ricordare la riconquistata indipendenza. La Festa venne celebrata ininterrottamente per oltre quattro secoli. A Lucca venne abolita alla fine del settecento, a causa dell’arrivo delle truppe napoleoniche. La tradizione venne invece mantenuta in altri paesi, come Pieve Fosciana e Vorno, dove viene tutt’ora celebrata.

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