Il premio Nobel Amartya Sen boccia l’austerity

LUCCA - Auditorium del Boccherini gremito per l’incontro con Amartya Sen, premio Nobel per l’Economia nel 1998 e intellettuale famoso in tutto il mondo grazie alle sue teorie innovative per combattere la povertà.

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L’economista indiano è stato ospite della Fondazione Campus, nell’appuntamento che ha celebrato i dieci anni di attivitè dell’università lucchese. L’incontro è stato preceduto da un’esibizione degli allievi del Boccherini e dai saluti del sindaco Alessandro Tambellini. Poi la conversazione del premio Nobel con Salvatore Veca, presidente della Fondazione Campus, sui temi della cittadinanza, della formazione e del progresso civile. A margine dell’incontro, rispondendo ai giornalisti, Amartya Sen ha bocciato le politiche di risanamento adottate fin qui da molti paesi europei per affrontare la crisi. “Non mi sembra che le politiche di austerity stiano facendo bene a Grecia, Spagna e Italia – ha detto Sen – c’è invece bisogno di riforme istituzionali più profonde, a partire dal campo pensionistico”.
Nel corso della conversazione con Veca, Amartya Sen ha ribadito alcune delle teorie che lo hanno reso famoso nel mondo. In particolare quello della cittadinanza effettiva; lo Stato deve rendere concreti i diritti dei cittadini, fornendo loro le possibilità e gli strumenti per esercitarli, in primis attraverso la formazione e l’istruzione.

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