Fusioni tra Comuni… perché?

PROV. LUCCA - A ottobre si terrà il referendum per la fusione dei comuni di Pescaglia e Borgo a Mozzano. Intanto si apre il dibattito tra i municipi per capire vantaggi e controindicazioni di questa scelta.

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La strada l’hanno aperta lo scorso aprile i comuni di Vergemoli e Fabbriche di Vallico che con un referendum hanno sancito la prima fusione di due comuni in provincia di Lucca.
Adesso, è ufficiale, il prossimo ottobre si terrà la consultazione referendaria per la seconda unione, quella tra i municipi di Borgo a Mozzano e Pescaglia, che potrebbero dar vita ad un Comune di 11mila abitanti.
Questo mentre in Mediavalle è allo studio un’altra fusione, quella tra Bagni di Lucca e Coreglia e in Garfagnana ne stanno parlando Sillano e Giuncugnano. Ma cos’è che spinge i comuni a superare i campanilismi per convolare a nozze? Si tratta di matrimoni d’interesse. Le amministrazioni comunali sono allo stremo, mancano i soldi per garantire i servizi ai cittadini. Unire le forze consente di risparmiare. Ma soprattutto, Stato e Regione garantiscono ai nuovi comuni un finanziamento di partenza di oltre 3 milioni di euro in cinque anni e lo svincolo per un triennio dagli obblighi del patto di stabilità.
Tutti i comuni andranno verso la fusione quindi? Non è detto. Qualche giorno fa i primi cittadini di Castiglione Garfagnana e Villa Collemandina si sono confrontati sull’argomento e hanno deciso di continuare sulla strada dell’accorpamento dei servizi senza però arrivare alla fusione. Non vogliono perdere il loro senso d’identità in cambio di finanziamenti statali e agevolazioni che presto o tardi finiranno. E non è un caso che alcune fusione programmate in Toscana, come quella tra i comuni dell’isola d’Elba, siano state clamorosamente bocciate dai cittadini. Il dibattito, fondamentale per il futuro dei piccoli comuni, è aperto.

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