Macalli dice no ai gironi territoriali di LegaPro

CALCIO LEGAPRO - Toscane divise. Per il presidente Macalli quello di LegaPro è un campionato Nazionale e non Regionale: brusca frenata sulla composizione dei tre gironi su base territoriale nord, centro e sud.

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La Lucchese deve subito misurarsi con la Lega Pro e superare lo scoglio delle iscrizioni. Vediamo le scadenze. Il 30 giugno c’è il termine per presentare la domanda, corredata dalla fidejussione da 600 mila euro e dalla presentazione del budget finanziario programmato per i primi tre mesi della prossima stagione calcistica. Chi non sarà in regola, anche con tutti gli adempimenti finanziari, economici e infrastrutturali, avrà tempo fino al 15 luglio per presentare ricorso e sistemare la propria posizione. Il 18 Luglio, sentito il parere della Covisoc, il Consiglio federale ufficializzerà l’organico della Lega Pro. E nonostante da tempo si rincorrano ipotesi sulla formazione dei gironi, dalla Lega arriva una frenata. È il presidente Mario Macalli stesso – in un intervista rilascaiat ai colleghi di Como, a chiedere di non anticipare i tempi: «Il tema non è così scontato. Non è affatto detto che la suddivisione sia territoriale – ha detto Macalli – In Lega stiamo discutendo, tutto è possibile, e chi si lancia in previsioni molto probabilmente sbaglia». Alla luce anche dei problemi di ordine pubblico prende corpo quindi la possibilità che le società delle regioni più rappresentate, come Toscana, Lombardia, Emilia Romagna e Campania vengano divise. Macalli si è poi avventurato in una analisi tutta sua riguardo il desiderio di rendere più appetibile lo spettacolo mescolando i gironi: «Stiamo parlando di un campionato nazionale, non regionale – ha infatti concluso lo storico presidente della LegaPro – Se abbiamo stadi semivuoti, lo dobbiamo anche a una certa ripetitività delle partite nel corso degli anni: un po’ di novità non farebbe male». Se lo dice lui………

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