Alla Versiliana una lapide per Cecchi Pandolfini e Pasquinucci

PIETRASANTA - Scoperta la lapide in ricordo di Rolando Cecchi Pandolfini, ex sindaco di Pietrasanta, e Gaetano Pasquinucci, ex consigliere comunale, che si sono impegnati per rendere pubblico il parco e la villa della Versiliana.

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Non solo un atto dovuto, ma un gesto colmo di riconoscenza e gratitudine verso chi si è adoperato e battuto con forza per restituire alla comunità di Pietrasanta un patrimonio prezioso come la Versiliana. Da oggi una lapide alla memoria di Rolando Cecchi Pandolfini, ex sindaco di Pietrasanta e Gaetano Pasquinucci, pediatra ed ex consigliere comunale, ricorderà ad ogni visitatore che varcherà l’ingresso del parco, la lungimiranza e il merito di due uomini, che si sono impegnati per rendere pubblico il parco e la villa della Versiliana.
Il 24 giugno del 1980, la tenuta della Versiliana, la villa e gli immobili annessi, proprietà dei Mattioli, furono acquistati con il voto unanime del consiglio comunale di Pietrasanta per la cifra di 2 miliardi e 600 milioni di lire, pagati grazie ad una politica di risparmi sulla spesa che il Sindaco da tempo aveva messo in atto in previsione dell’acquisto della tenuta. La Versiliana era un’area che era sempre stata della comunità di Pietrasanta e fu una legge promulgata dal fascismo a consentirne il passaggio a proprietà privata e quindi interdetta a cittadini e visitatori.
Una trattativa complessa condotta dal Sindaco, in prima persona, ma con l’aiuto e l’intermediazione dell’amico Gaetano Pasquinucci. Un protagonista di questa fase politica fu Manrico Nicolai oggi direttore generale della Fondazione.

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