La magia della Luminara

LUCCA - Anche quest’anno si è rinnovata la magia della Luminara, le processione che precede la festa della Santa Croce e che ricorda la traslazione del Volto Santo dalla basilica di San Frediano alla Cattedrale di San Martino.

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Noitv ha portato la Luminara nelle case dei lucchesi attraverso il piccolo schermo e in quelle dei nostri concittadini all’estero tramite internet.
Questa volta l’invito del Comune a illuminare la città è stato accolto più degli ultimi anni. I lumini hanno accompagnato tutto il percorso del corteo rendendo davvero suggestiva la processione. A rendere tutto migliore una splendida serata dalla temperatura gradevole.
Come da tradizione, il corteo è stato aperto dallo Stendardo del Volto Santo e dalla croce fiorita. Poi sono sfilati i tantissimi gruppi di volontariato e le associazioni provenienti da ogni angolo della provincia, le parrocchie divise in zone pastorali. E ancora le Confraternite, con i loro costumi, i lampioni ed i crocifissi. Il tutto accompagnato dai tradizionali canti e dalla musica offerta dai gruppi corali e dai corpi musicali della Piana, della Versilia e della Garfagnana. A chiudere la parte religiosa l’Arcivescovo Italo Castellani. Poi la parte civile della Luminara con i rappresentanti di tutti i comuni lucchesi e i soggetti che animano la vita civile e sociale della nostra provincia. Per la prima volta, come ampiamente annunciato, anche un ministro: la lucchese Stefania Giannini, alla guida del dicastero della pubblica istruzione.
E poi ancora le tante delegazioni dei Lucchesi nel Mondo, arrivate da tutti i continenti, e il corteggio storico con i gruppi provenienti da tutta la provincia ma non solo.
Poi, in Cattedrale, il Mottettone. La Cappella “S. Cecilia” della Cattedrale, con la collaborazione della Corale Davini di S. Donato, diretti dal maestro Luca Bacci, hanno eseguito un brano composto da monsignor Emilio Maggini.
“La chiesa di Lucca si apra – ha invocato nell’Omelia monsigorn Castellani – . Se la celebrazione della festa del Volto Santo non vuole restare un fatto esteriore e fine a se stesso, è un corale e reciproco invito a metterci sulla via del Vangelo”.

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