Maxi evasione scoperta dalla Finanza

LUCCA - Tre imprenditori lucchesi sono considerati i responsabili di un giro di fatture false tra industrie cartarie per un totale di imponibile superiore agli 11 milioni di euro.

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Oltre 11 milioni di imponibile evaso scoperto e beni immobili per oltre due milioni e mezzo sequestrati. Sono questi i numeri impressionanti della frode internazionale scoperta dalla Guardia di Finanza di Lucca e coordinata dal sostituto procuratore Aldo Ingangi. Le indagini, durate cinque anni, sono partite da movimenti sospetti riconducibili ad aziende cartarie gestite da tre soci lucchesi, che tramite una società fiduciaria svizzera versavano su conti cifrati i proventi di fatture false emesse tramite società fittizie dislocate in paradisi fiscali come le Seychelles, la Nuova Zelanda e gli Stati Uniti. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, anche tramite rogatorie internazionali, la fiduciaria svizzera offriva servizi completi di riciclaggio – veri e propri pacchetti – assolutamente impossibili da accertare, se non tramite conoscenze all’interno del circuito fiduciario stesso. Una volta accertata l’esistenza di fatture per operazioni inesistente, le autorità elvetiche hanno dato la possibilità alla procura lucchese di procedere agli accertamenti anche tramite interrogatori in Svizzera. I tre soggetti coinvolti, tutti residenti in provincia di Lucca, dichiaravano al fisco circa 50 mila euro l’anno, a fronte di redditi superiori ai 2 milioni di euro.

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