Strage Viareggio, tre minuti dall’incidente all’esplosione

LUCCA - Passarono 189 secondi, poco più di tre minuti prima che il gas fuoriuscito dalla cisterna maledetta, alla stazione di Viareggio, si incendiasse e prendesse fuoco, la notte del 29 giugno del 2009.

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Lo hanno detto i periti del pubblico ministero, Nicola Carcassi, Francesco Marotta e Marcello Mossa Verre, nel corso della prima udienza dopo la pausa estiva del processo per il disastro ferroviario di Viareggio, riapertosi al Polo Fiere di Lucca.
I periti hanno anche detto che l’esplosione, dalla potenza tremenda, 12,5 kw per metro quadro, fu favorita dall’assenza del vento, che invece avrebbe potuto agevolare la dispersione del gas. E se ci fossero state le barriere antirumore protettive, il gas non avrebbe raggiunto le case di via Ponchielli ma si sarebbe incanalato lungo la ferrovia. E forse l’esplosione avrebbe avuto effetti meno devastanti.
Ad una domanda i periti non hanno saputo rispondere. E’ quella formulata da Armando Dapote, l’avvocato di Mauro Moretti, che ha chiesto se era possibile stabilire se il gas fosse fuoriuscito dall’impatto con lo scambio ferroviario o con un picchetto di segnalazione lungo la ferrovia. Una questione che rimane cruciale, perchè decide la responsabilità diretta delle Ferrovie nella strage.

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