Un impianto per trasformare in plastica i rifiuti delle cartiere

PIANA DI LUCCA - Un impianto per trasformare il pulper di cartiera in plastica. In questo si riassume il progetto Ecopulplast, candidato ai finanziamenti europei del settore, presentato a Palazzo Bemardini.

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Capofila del progetto è la Selene, tra le aziende leader in Italia nel settore degli imballaggi flessibili in plastica. Tra i soggetti aderenti ci sono anche Lucense, Serveco, consorzio delle cartiere del distretto lucchese e Zero Waste Europe Foundation, la rete Europea dei rifiuti zero presieduta da Rossano Ercolini, vincitore nel 2013 del premio Goldman. In sostanza, il progetto prevede la realizzazione di un impianto dimostratore su scala industriale per testare per un periodo di trenta mesi, a partire dal 2015, una tecnologia innovativa per la produzione della cosiddetta plastica seconda vita dai fanghi di cartiera.
Selene ha chiarito che il progetto si farà, anche se i finanziamenti europei non dovesse arrivare. Non è ancora stata decisa la localizzazione dell’impianto.
Il progetto si presenta come una possibile soluzione al problema degli alti costi di smaltimento delle aziende del polo cartario lucchese, per arrivare ad una industria a rifiuti zero, con conseguenti benefici per l’ambiente ed i trasporti.
E la vera novità è la presenza tra i promotori degli ambientalisti di Zero Waste Europe, che dovrebbero rappresentare una garanzia sulla sostenibilità dell’impianto.

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