Cave, imprese di nuovo all’attacco della Regione

LUCCA - Di nuovo alta la tensione tra gli imprenditori del marmo e la Regione. Le aziende lapidee apuo versiliesi e della Garfagnana tornano a lanciare l'allarme contro il piano paesaggistico.

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Di nuovo alta la tensione tra gli imprenditori del marmo e la Regione. Dopo le polemiche dei mesi scorsi, le aziende lapidee apuo versiliesi e della Garfagnana tornano a lanciare l’allarme contro un piano che secondo loro ha lo scopo di eliminare la storica economia del marmo, impedendo di fatto la coltivazione delle cave.
Le imprese annunciano che se la bozza del piano licenziata dalla giunta regionale verrà confermata, saranno subito bloccati tutti gli investimenti in cava e nelle filiere produttive, con la conseguente perdita dei posti di lavoro.
Imprese, consorzio Cosmave e Assindustria attaccano pesantemente la Regione che, dicono “ha speso oltre un milioni di euro per produrre un piano di impianto puramente ideologico, zeppo di errori, su cui gravano oltre 600 osservazioni”.
Le imprese lapide chiedono la revisione del piano, e in particolare invocano il riconoscimento del paesaggio di cava, con la sua importanza e la sua storia.
E per questo chiedono ai consiglieri regionali di intervenire per scongiurare il peggio e al presidente Rossi di mettere nero su bianco le rassicurazioni sul futuro delle aziende più volte annunciate ma mai ufficializzate.

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