Concluso il processo Falascaia

LUCCA - Il tribunale ha condannato a 6 mesi di detenzione e a un ammontare di circa 50 mila euro tra ammenda e risarcimenti i vertici della società Veolia nel processo per l' inceneritore di Falascaia, posto sotto sequestro nel 2010.

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6 mesi di detenzione e una multa di 15mila euro. Si è concluso così il processo a carico dei vertici della società Veolia responsabili della gestione dell’impianto di incenerimento di Falascaia, fino al 2010, anno in cui la procura di Lucca dispose il sequestro dello stesso a seguito delle denunce presentate dai comitati ambientalisti riguardo i livelli di inquinamento emessi. Il giudice monocratico Valeria Marino ha disposto anche il risarcimento per danni morali alle parti civili . Assolti invece per le accuse penali di contaminazione del suolo e del torrente Baccatoio perchè il fatto non sussiste. La difesa degli imputati ha infatti riportando che gli esiti delle analisi effettuate erano nella norma rispetto ai valori indicati dalla soglia di autorizzazione e a quelli previsti dal legislatore. Ma la vittoria di questo processo, secondo il pubblico ministero Lucia Rugani sta nel fatto che il sequestro dell’impianto portò alla conseguente chiusura dello stesso, un risultato insperato, dato che venne ottenuto tramite una semplice procedura di contravvenzione.

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