No del Comune all’abbattimento della Stecca del quartiere Giardino

LUCCA - Il Comune dice no alla demolizione della Stecca del quartiere Giardino di Pontetetto. Lo ha chiarito il sindaco Tambellini al termine di un tempestoso incontro a Palazzo Orsetti con il locale comitato.

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Il Comune dice no alla demolizione della Stecca del quartiere Giardino di Pontetetto. Lo ha chiarito il sindaco Tambellini al termine di un tempestoso incontro a Palazzo Orsetti con una rappresentanza di resdenti del quartiere, che invece chiedevano l’abbattimento dell’ edificio, come previsto dal contratto di quartiere del 2005.

Almeno una trentina i residenti che hanno partecipato all’incontro, guidati dall’ex assessore Giovanni Pierami. Con loro anche il capogruppo di Forza Italia Marco Martinelli. Dall’altra parte, oltre al sindaco, l’assessore Antonio Sichi e Aldo Intaschi, dell’ufficio casa del Comune.

In più di un’occasione la discussione si è fatta particolarmente accesa. Il cittadini hanno insistito nel ribadire il no a nuovi alloggi per l’emergenza abitativa. La decisione del Comune, è stato detto, stravolge le finalità del contratto di quartiere, che al posto della Stecca prevedeva la realizzazione di spazi aggregativi. E comunque si tratta di una decisione presa senza l’avvallo degli stessi residenti, che pure erano tra i firmatari del contratto.

Il Comune ha ribattuto dicendo che è merito di questa amministrazione se il contratto di quartiere è ancora in piedi, dato che la giunta Tambellini anche su questo ha ereditato una situazione disastrosa dalla precedente giunta. E che la realizzazione di nuovi spazi aggregativi al Giardino è comunque prevista, al di là della sorte dell’ormai famosa Stecca.

Al termine Il sindaco ha proposto ai cittadini l’apertura di due tavoli di lavoro per coinvolgerli negli interventi di valorizzazione del quartiere. Ma ha ribadito che non intende rinunciare ai finanziamenti regionali per ristrutturare gli alloggi della Stecca.

I residenti del quartiere Giardino però non si danno per vinti. Formeranno un comitato per tornare a parlare con il sindaco. Ma sono pronti anche a formare un muro umano per ostacolare i lavori.

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