San Pellegrino in Alpe non vuole morire

CASTIGLIONE GARFAGNANA - Nelle ultime settimane i residenti di questo straordinario luogo si sono attivati per garantire l'apertura del santuario e del museo, in modo da non perdere i visitatori che lo rendono ancora vivo.

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In questi giorni ha dovuto affrontare un’ondata di maltempo eccezionale, ma il fascino di questo luogo sta anche in tutto ciò. E non è la neve, a cui sono abituati, a rappresentare la preoccupazione principale dei pochi residenti e dei tanti visitatori di questo simbolo della fede, arroccato tra le province di Lucca e Modena. Ciò che preoccupa è il futuro di questi luoghi, la salvaguardia di un patrimonio inestimabile.

A dicembre lo storico custode del santuario ha lasciato l’incarico e così, con il parroco troppo distante per garantire un servizio costante, il luogo di fede rischiava di rimanere spesso chiuso. Un colpo troppo duro per l’economia di San Pellegrino che punta tutto sul turismo e i pellegrini. Gli abitanti hanno organizzato una petizione popolare e la Curia ha accolto con piacere la mobilitazione: le chiavi del santuario sono state affidate ad un gruppo di cittadini che adesso si sta adoperando per garantire l’apertura. Quello che colpisce è la provenienza dei firmatari della petizione: Lucca, Modena, Massa ma anche Shanghai.

Adesso c’è un’altra emergenza che riguarda San Pellegrino, cioè la sopravvivenza del Museo che raccoglie oggetti della vita domestica tipica di questi luoghi dal 1700 ad oggi. Un patrimonio finora gestito dalla Provincia a cui il sindaco Daniele Gaspari ha chiesto un incontro urgente.

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