Il caldo record stressa anche gli animali; cala la produzione di latte e miele

FIRENZE - Il mese di luglio ha fatto segnare una temperatura da record con valori superiori di 6,3 gradi alla media del periodo mettendo in difficoltà, spiega la Coldiretti, anche gli allevamenti di mucche ed api.

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mucche

Gli effetti del caldo record si fanno sentire anche in campagna e sulla natura dove le api volano meno e tendono a rimanere a terra senza riuscire più a prendere il  polline. Il caldo – sottolinea Coldiretti – favorisce l’evapotraspirazione nelle piante e aumenta la concentrazione zuccherina rendendo più gustosa la frutta indispensabile per combattere il rischio deicolpi di calore dovuto alla grande afa. Oltre a conferire un gusto prelibato alla frutta però il caldo – sottolinea ancora – nelle case, nei giardini e nei campi coltivati ha fatto impennare le richieste di acqua da parte delle piante che hanno bisogno di mantenere un adeguato livello di idratazione per non rischiare di seccare sotto i raggi del sole. In difficoltà sono le coltivazioni di mais necessarie per l’alimentazione degli animali che necessitano di una adeguata irrigazione. Le mucche nelle stalle stressate dalle alte temperature, producono fino al 15% di latte in meno, rispetto ai circa 30 litri al giorno che vengono munti in periodi normali, secondo la Coldiretti nell’evidenziare una emergenza  aggravata notevolmente dall’umidità che, come per le persone, aumenta la sensazione di caldo anche per le mucche.  Per loro–spiega ancora la principale organizzazione agricola – la temperatura ideale è fra i 22 e i 24 gradi, quando invece arriva l’afa e il termometro schizza verso l’alto, gli animali soffrono, mangiano poco, bevono molto e producono meno latte. In soccorso nelle stalle sono state allestite – riferisce Coldiretti – doccette, ventole e condizionatori ed utilizzati integratori specifici a base di sali di potassio nell’alimentazione preparata dagli allevatori. In difficoltà è in relato l’intera fattoria e anche nei pollai si è sta registrando – precisa Coldiretti – un calo fra il 5 al 10% nella deposizione delle uova mentre per i maiali sono stati accesi i condizionatori per evitare che le temperature sfondino la soglia dei 28 gradi oltre la quale gli animali cominciano a soffrire e a mangiare fino al 40% in meno della razione giornaliera. Una situazione che – conclude Coldiretti –  determina un aumento dei costi alla stalla per i maggiori consumi di acqua ed energia che gli allevatori devono sostenere per aiutare gli animali a resistere all’assedio del caldo.

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