E’ il pietrasantino Andrea Bernardi il giornalista aggredito dai militari israeliani

PIETRASANTA - E' il pietrasantino Andrea Bernardi il giornalista italiano aggredito assieme ad un collega palestinese dai soldati israeliani nel West Bank, in Cisgiordania.

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Nelle immagini, girate da Palmedia, si vede un soldato che distrugge la telecamera del reporter italiano, che lavora per l’agenzia Afp. Poi sempre Bernardi viene gettato per terra e gli viene puntata una pistola in faccia. L’agenzia ha protestato ufficialmente con il governo di Israele. Il governo ha annunciato che i soldati coinvolti subiranno un provvedimento disciplinare. Andrea è figlio di Adamo Bernardi, capo di gabinetto del sindaco Massimo Mallegni e nel 2011 fu protagonista di un episodio simile in Libia.

“Appena arrivati sul posto – ha detto all’Ansa Bernardi – non abbiamo avuto problemi. Gli uomini della Guardia di frontiera israeliana ci hanno fatto passare tranquillamente dopo che abbiamo mostrato i documenti. Distanti da noi in fondo ad una strada ci saranno stati 50 ragazzini palestinesi che avevano alzato una barricata per impedire il transito e lanciavano sassi. Tra noi e loro, un gruppo di soldati stava lanciando lacrimogeni”. “Non appena ho alzato la telecamera che aveva avuto un problema, un soldato si è scagliato su di noi, ha dato un cazzotto alla telecamera buttandola per terra. Poi, non appena noi ce ne siamo andati, l’ha presa e l’ha scaraventata di nuovo al suolo”.
A quel punto, racconta Bernardi, i due si incamminano per tornare indietro. Fatti pochi passi, anche la jeep torna indietro li sorpassa e si ferma. “Un soldato – ha spiegato – appena arrivato a piedi comincia a prendere la memoria da dentro la macchina fotografica del mio collega. Un altro, lo stesso che aveva già rotto la videocamera, scende dalla jeep prende la macchina fotografica del fotografo e la spacca per terra”.
Sempre sulla stessa strada, mentre Bernardi tenta di recuperare la telecamera rotta, “un’altra macchina di soldati arriva, uno di questi scende di corsa e mi punta la pistola al viso e mi buttano per terra e mi immobilizzano”.”Solo quando ho gridato che ero un giornalista il soldato – ha spiegato – ha tolto la pistola e mi ha lasciato andare insieme al mio collega non prima di aver sequestrato tutto compreso il cellulare di servizio”.
Secondo Bernardi, il portavoce militare ha detto all’Afp che “i soldati hanno violato le regole e saranno puniti”.

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