L’Ospedale Unico della Valle del Serchio verso il tramonto

CASTELNUOVO - Al momento l'ospedale unico della Valle del Serchio non è una priorità, la Regione e gli enti locali lavoreranno per una migliore sinergia dei servizi offerti dai presidi di Barga e Castelnuovo.

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OSPEDALE

E’ questo l’esito della riunione che si è svolta a Castelnuovo tra l’assessore regionale alla salute Stefania Saccardi e i sindaci della Valle del Serchio. Una riunione di lavoro per esaminare bisogni e necessità del territorio che qualche mese fa si era spaccato in due proprie sull’ubicazione del nuovo nosocomio.

A distanza di tempo, il nuovo ospedale non è una priorità – è emerso – e dunque la prospettiva attuale è quella di una sinergia vera tra Barga e Castelnuovo.

Gli investimenti per tenere al passo con i tempi le due strutture sono fondamentali e da questo punto di vista le notizie sono ottime. Il Punto nascita di Barga non si tocca e verranno spesi a breve 970.000 euro. Investimenti in arrivo anche per la dialisi del San Francesco e per le sale operatorie del Santa Croce di Castelnuovo.

Dopo questa riunione Regione e sindaci si ritroveranno tra una ventina di giorni per stilare un programma completo dei bisogni del territorio.

 

Commenti

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  1. Associazione per non morire LUCCA- Gianluca Mascagni


    Ho seguito il dibattito sulla Sanità nella Valle e, ho partecipato ai vari
    cortei di protesta relativamente alla abrogazione della Legge 28 del marzo 2015
    e, conseguentemente del percorso Referendario attuato ad hoc.Aòlcune
    semplici ed immediate riflessioni, il quesito chiede l’abolizione della riforma
    toscana, che prevede, tra l’altro, il passaggio da 12 a 3 Asl. La Regione
    Toscana, esaurite le politiche accademiche e consuete: riorganizzazione,
    razionalizzazione, appropriatezza, sta destrutturando il SSR.I sistemi
    attuati essenzialmente quattro: centralizzazione della governance ( 3 ASL),
    privatizzazione sanitaria con assicurazioni o altre forme mutualistiche, taglio
    dei posti letto e, naturalmente, ridimensionamento numerico del personale
    sanitario.Questi in estrema sintesi le idee principali atte , secondo me, a
    scardinare e minimizzare un SSR che, sempre più diffonde l’idea di Azienda di
    prodotto e sempre meno di prevenzione, terapia e cura e conseguente
    riabilitazione.In Toscana, è risaputo, vi sono, secondo il riordino del
    sistema sanitario Regionale, circa 1800 esuberi e, quindi nella nostra ASL circa
    250-300 dipendenti che nei prossimi anni saranno “allontanati” e mai sostituiti
    con la conseguenza diretta di limitazione o chiusura di servizi sanitari al
    cittadino.Altri e più ampi argomenti potrei illustrare ma, sulla base di
    queste dirette e semplici analisi e, sul fatto della particolare conformazione
    del territorio della Garfagnana, mi domando come un cittadino che ha bisogno di
    cure urgenti e tempestive possa mai essere adeguatamente curato, e pertanto,
    senza apparire una cassandra malefica per i molti pazienti di queste terre la
    migrazione sanitaria sarà all’ordine del giorno con aggravio di costi e disagi
    conseguenti.Infatti tale migrazione si baserà essenzialmente su tre cardini
    importanti: l’area della qualità, l’area pratica-logistica e quella della
    necessità…si desume in modo diretto che, per quanto espresso , ai cittadini
    della Garfagnana rimmarrà l’ultima opportunità , e cioè, il ricovero in regime
    di situazione di intensità di cura e, naturalente, senza o poca garanzia di
    assistenza territoriale.Concludo con una cionsiderazione magari non gradita
    e “POLITICAMENTE SCORRETTA”, cari cittadini della meravigliosa Garfagnana, se
    avete la possibilità in modo iniquo e, almeno da me non appoggiato, ricorrete ad
    una polizza saqnitaria privata….solo così vi potrete salavare la
    pelle.Perdonate la schiettezza ma , quello che penso ho scritto.Buona
    salute…..ne abbiamo veramente bisogno

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