Arrestati i presunti autori della rapina

LUCCA - Sarebbero Clei Satori, Domenico Tarantino e una ragazza ventenne di Lucca tre dei quattro malviventi che la sera di martedì scorso sono entrati nella gioielleria Aldo sulla via Sarzanese aggredendo il titolare e rubando svariate decine di migliaia di euro in gioielli e preziosi vari. E' caccia all'uomo per il quarto complice.

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Gli investigatori erano sulle loro tracce da tempo e un passo falso durante la rapina alla gioielleria di Nave ha fatto scattare l’arresto per tre dei quattro componenti del commando che la sera di martedì ha aggredito e rapinato il titolare della gioielleria Aldo a Nave, sulla via Sarzanese, picchiandolo e minacciandolo con una pistola, e portando via diverse decine di migliaia di euro di gioielli e preziosi. Gli arresti sono avvenuti la notte stessa dell’aggressione, quando i carabinieri del reparto operativo hanno bloccato i presunti autori della rapina nelle proprie abitazioni. A compiere il fatto, secondo il sostituto procuratore Aldo Ingangi cha ha convalidato il fermo, sarebbero stati Clei Satori, di 37 anni, residente al campo nomadi di Maggiano, e Domenico Tarantino, 27 anni, anch’egli residente nella zona di Maggiano. Insieme a loro una ragazza lucchese di 20 anni con piccoli precedenti, che secondo la ricostruzione degli investigatori, sarebbe stata la complice che, entrando nella gioielleria con la scusa di provare un anello, avrebbe di fatto aperto la porta alla banda. Ancora latitante il quarto uomo, su cui si stanno intensificando le indagini. I carabinieri stavano già attenzionando i soggetti perchè ritenuti responsabili anche della tentata rapina avvenuta al bar Renata di Segromigno, dove anche in quel caso i titolari vennero aggrediti fisicamente da un malvivente con la pistola e il volto travisato, che però alla fine fuggì senza rubare niente. Adesso i due uomini sono rinchiusi nel carcere di San Giorgio mentre per la ragazza sono stati disposti gli arresti domiciliari.

Soggetti professionisti del furto, con una notevole arroganza e presunzione di impunità, tanto da portare il Satori a identificare la propria professione di ladro anche sui profili social.

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