Lucca, dubbi e certezze sul piano per smantellare i campi rom e sinti

LUCCA - Su NoiTv confronto dai toni civili su campi rom e sinti e sulle politiche abitative a Lucca, tra l'assessore comunale Antonio Sichi e il portavoce lucchese di Fratelli d'Italia, Marco Santi Guerrieri.

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Il rappresentante della destra ha detto di non credere alla fattibilità del piano annunciato dal Comune, che prevede lo smantellamento del campo alle Tagliate nel giro di sei anni, tramite l’assegnazione di case popolari agli occupanti e la contemporanea rimozione delle strutture dei campi. “Le case a disposizione non sono molte e in graduatoria, oltre agli italiani, ci sono molti extracomunitari; vorrei sapere dove troveremo posto anche per i residenti nei campi”.

Secondo Santi Guerrieri inoltre molti sinti o rom non hanno un reale interesse ad andare ad abitare negli alloggi popolari e rimane il problema della loro conflittualità con il resto della popolazione lucchese.

Per il portavoce di Fratelli d’Italia sarebbe meglio che, invece di essere distribuiti subito sul territorio, venissero trasferiti in una struttura unica al di fuori del campo, per poi iniziare un percorso di inserimento.

Sichi gli ha risposto che il Comune ha scelto la cosiddetta distribuzione a mosaico proprio per evitare nuovi raggruppamenti ed evitare il rischio che le abitudini dei campi vengano trasferite agli appartamenti, Inoltre, le case per rom e sinti ci saranno, perchè il Comune ha presentato un progetto per ristrutturare case da destinare a comunità marginali.

L’assessore ha inoltre rivendicato il merito di aver messo a punto un piano concreto per il superamento dei campi, cosa mai fatta in mezzo secolo a Lucca, nemmeno dalle amministrazioni di centro destra, ed ha respinto le critiche si basano solo sulla demagogia.

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