Il candidato al Nobel per la Pace Padre Solalinde ricorda Fratel Arturo Paoli

LUCCA - I migranti e la solitudine dell’Occidente nella riflessione del candidato Nobel per la Pace Alejandro Solalinde. Grande partecipazione per l’incontro che si è tenuto ieri nell’auditorium della Fondazione Banca del Monte di Lucca, organizzato dal Fondo Documentazione Arturo Paoli.

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“I migranti sono esclusi dalla loro terra, mentre le nostre terre li disconoscono – ha detto -. Eppure il motivo per cui si muovono è l’organizzazione economica capitalistica che contrappone necessariamente un nord benestante a un sud povero. Ecco che i migranti ci stanno insegnando molte cose: non ci sono buoni e cattivi, perché siamo tutti umani, ma la loro situazione è diversa dalla nostra e stanno dando una grande lezione a tutti, anche alla Chiesa: se la vita nel sud non è garantita con il sistema capitalista e dai mezzi che ci sono, bisogna camminare. Se non hai possibilità di una vita futura, è il momento di uscire e camminare. Come Gesù”.

Padre Alejandro Solalinde, che ha ricordato l’incontro con Fratel Arturo Paoli in Messico, decine di anni fa, ha detto del sacerdote lucchese: “Sento che far Arturo e me c’è qualcosa di comune, e per me è un profeta: il suo messaggio è oggi il mio”.

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