L’appello dell’Acquacalda: “Qualcuno ci aiuti o a rischio ci sono 30 anni di storia”

LUCCA - Se nessuno ci aiuterà saremo costretti a interrompere l'attività che portiamo avanti da 30 anni. Si intrecciano sport e sociale nella vicenda dell'Acquacalda San Pietro a Vico, la società calcistica lucchese che una settimana fa è stata vittima di un grave delitto: ignoti sono entrati nella struttura di San Cassiano e hanno incendiano il magazzino rendendolo inagibile così come tutti i servizi (acqua, gas e luce).

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Per la prima squadra, quella dei grandi insomma, una soluzione potrà essere trovata. Ma ara pochi giorni la società del presidente Giampiero Bandettini avrebbe ricominciato l’attività della scuola calcio e del settore giovanile con un centinaio di ragazzi. Senza poter utilizzare gli spogliatoi tutto è sospeso, fino a quando il Comune di Lucca o altre società calcistiche non aiuteranno l’Acquacalda.

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