Sit-in antifascista: scontri tra manifestanti e polizia, bufera sul sindaco

MASSAROSA - Cori, striscioni, due tentativi di occupazione e qualche manganellata arrivata dalle forze dell'ordine. Un'ora di caos si è registrata giovedì sera intorno alle 20.30 di fronte al Municipio.

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Dentro, in sala consiliare, la presentazione delle liste di Casapound, formazione di estrema destra. Fuori, annunciato da giorni, un sit-in antifascista e antirazzista. Un’ottantina di persone tra gruppi della sinistra radicale e attivisti di vari comitati. Momenti di tensione quando i manifestanti hanno tentato di fare irruzione in Municipio, costringendo ad intervenire polizia e carabinieri in assetto antisommossa. Qualche contatto c’è stato e anche l’uso di manganelli. “Diverse persone sono rimaste contuse, tra cui una signora di 70 anni”, secondo quanto riferito oggi da Potere al Popolo, lista di estrema sinistra presente al presidio. Non risultano fermi di polizia al momento, ma non sono esclusi provvedimenti dalla Digos nei prossimi giorni.

I manifestanti si sono poi spostati dall’altra parte della piazza, tentando di occupare simbolicamente la sede del Partito Democratico, considerato dalla sinistra “tra i principali responsabili dello sdoganamento fascista e del grave clima di intolleranza che si respira nel Paese.”

Il Cantiere Sociale Versiliese attacca direttamente il sindaco Franco Mungai e il Partito Democratico che a settembre in Consiglio comunale aveva approvato un ordine del giorno per negare gli spazi pubblici ai neofascisti. Un provvedimento disatteso, secondo il gruppo di sinistra.

Il sindaco Mungai si difende. “Avrei negato volentieri la sala a CasaPound, ma ho dovuto semplicemente applicare la legge che consente ad ogni lista che è stata ammessa alle elezioni di accedere agli spazi pubblici. Una posizione condivisa da tutta l’amministrazione comunale.”

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