“Vite messe in pericolo per il Dio successo”

LUCCA - Queste le parole del procuratore di Lucca Pietro Suchan a commento dell'operazione che ha scoperto un sodalizio dedito alla somministrazione di doping ad atleti giovanissimi. Sotto i riflettori anche il ruolo delle famiglie di alcuni ragazzi.

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“Un’indagine che ha gettato luce su un mondo inimmaginabile di estrema pericolosità perchè si gioca con la vita di ragazzi giovanissimi che rischiano la vita per il Dio successo.” Con queste parole il procuratore di Lucca Pietro Suchan ha commentato l’operazione della squadra mobile della Questura di Lucca che ha portato alla luce il sodalizio criminale finalizzata alla somministrazione, la commercializzazione e l’uso di sostanze dopanti. Gli inquirenti hanno affermato che l’indagine è ancora in corso, da qui l’appello che il procuratore lancia verso chi fosse a conoscenza di altri particolari.

Le indagini condotte dalla squadra Mobile attraverso le intercettazioni telefoniche e ambientali, definite indispensabili dal procuratore, ha portato alla luce anche il gergo con cui i vari soggetti cercavano di sviare eventuali indagini.

Fatto estremamente grave, riguarda il coinvolgimento di alcune famiglie dei ragazzi coinvolti, perfettamente conscie delle pratiche dopanti e che anzi, si prestavano ad acquistare i prodotti per i figli.

 

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