Il nuovo volto della comunità parrocchiale

LUCCA - La Diocesi di Lucca ha voluto illustrare la “riforma pastorale” che ha come scopo quello di suscitare “senza indugio” la corresponsabilità dei fedeli laici, un’ottimale distribuzione dei presbiteri e dei diaconi per favorire lo spirito missionario di ogni comunità che nel tempo si è ripiegata su se stessa.

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Ridisegnare la distribuzione dei parroci e il ruolo delle comunità parrocchiali nella diocesi. Questo cammino, intrapreso sin dal Concilio Vaticano II nel 1965, e successivamente nel Sinodo diocesano del 1996, anche dalla diocesi di Lucca, ha lo scopo di ridistribuire in maniera omogenea i parroci nelle varie parrocchie, e di rendere maggiormente consapevoli del loro ruolo le comunità laiche in modo da rivitalizzare le piccole comunità periferiche. Durante una conferenza stampa in Curia, L’arcivescovo Italo Castellani e don Raffaello Giusti, hanno sottolineato come questo percorso si indispensabile per garantire il rinnovarsi della Chiesa, in un territorio che conta 306 parrocchie ( di cui 103 in Garfagnana ) e 150 preti, molti dei quali sopra i 75 anni.

Questa è stata anche l’occasione per rispondere indirettamente alle proteste che hanno interessato la parrocchia di Bagni di Lucca, dove un gruppo anonimo di fedeli ha criticato con dei cartelli affissi alle porte delle chiese, l’operato della curia. Fedeli verso cui l’arcivescovo ha usato toni di rimprovero senza mezze misure.

 

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