KME, lunedì 20 incontro al Ministero del Lavoro per gli ammortizzatori sociali

BARGA - La vera novità nei vari botta e risposta di queste settimane tra chi è a favore, o comunque chiede di conoscere il parere degli enti autorizzativi e tra coloro che il pirogassificatore proprio non lo vogliono, è rappresentata in queste ore dagli sviluppi della questione legata agli esuberi ed alla scadenza degli ammortizzatori sociali che riguardano almeno una settantina di lavoratori di KME.

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Il segretario UILM Giacomo Saisi rende noto infatti che il 20 agosto si terrà a Roma l’incontro con il Ministero per la proroga degli ammortizzatori sociali. Il 20 agosto – dice segretario Uilm – saremo a Roma al Ministero del Lavoro. Sicuramente un passo importante  ma questa non è la risoluzione  di tutti  problemi: noi chiediamo che Kme torni ad investire, torni ad assumere e torni a fare ricerca perché solo cosi daremo futuro a tutto il territorio”. E tutto questo secondo la UILM passa ovviamente dal piano di rilancio e dall’autoproduzione di energia elettrica come indicato da KME. In tal senso Saisi torna anche sulle critiche rivolte al sindacato in queste settimane. “La nostra posizione è, sin dall’inizio, di attesa, di controllo. Non siamo a favore o contro il progetto del pirogassificatore a prescindere ma, come abbiamo sempre detto mettendoci la faccia, vogliamo vedere il piano di rilancio di Kme completo e lasciare agli esperti la verifica della salvaguardia ambientale e delle minori emissioni, come dichiarato dall’azienda. Poi faremo le dovute valutazioni”. “Dispiace – continua – vedere invece ancora attacchi rivolti alla nostra organizzazione sindacale colpevole, secondo il punto di vista di alcuni comitati, di non essersi schierata sin da subito contro il pirogassificatore di Kme. E’ di cattivo gusto continuare a leggere comunicati e post sui social con offese alla nostra organizzazione o ai suoi dirigenti perché contrari a un ‘no’ a prescindere. Lo ribadiamo: aspettiamo il progetto definitivo. La posizione, insomma, è chiara: valutare a fondo per tutelare lavoro, salute e ambiente. I conti, d’altronde, sul fronte occupazionale sono in rosso da anni. In un decennio abbiamo perso centinaia di posti, mai rimpiazzati e dal 2008 non vengono fatte assunzioni. Abbiamo fatto accordi sindacali difensivi che hanno pesato sulle spalle dei lavoratori. Con il piano di rilancio abbiamo l’opportunità di invertire la tendenza – conclude.

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