La nuova vita dei marmi della facciata del Duomo

LUCCA - Era l'ultimo tassello di un lungo lavoro di restauro iniziato nel 2004 e che finalmente ridona a lucchesi e visitatori una cattedrale tornata ad uno splendore molto vicino a quello originale.

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La scopertura simbolica della facciata è avvenuta alla presenza di tutte le autorità cittadine e ha visto il ritorno in città anche del Prefetto Francesco Paolo Tronca, in carica proprio quando prese il via la nuova stagione di restauri del Duomo, così come il Soprintendente Luigi Ficacci, che diede il via ai lavori sotto la pressione dell’appena insediato Arcivescovo Italo Castellani. Un lavoro eseguito a tempo di record dall’impresa Nannini costruzioni, sotto la direzione dei lavori degli architetti dello studio Momus che hanno dovuto affrontare problematiche sconosciute all’inizio dei lavori, come il consolidamento di numerose colonnine della facciata e delle tarsie realizzate in serpentino di Prato. I fondi per la realizzazione dell’opera sono stati messi a disposizione dalla Fondazione Cassa di Risparmio e integrati da quelli provenienti dalle casse dell’Ente cattedrale e ricavati dalla vendita dei biglietti di ingresso del Duomo ai turisti.

 

E adesso in cantiere c’è un altro progetto ambizioso, quello di restaurare e rendere accessibile il matroneo del Duomo, dove potrebbe trovare posto un museo dei reperti rinvenuti durante i restauri della cattedrale.

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