Scuola rifiuta studentessa, il padre si rivolge alla Procura

LUCCA - Sta facendo discutere il caso della scuola che ha rifiutato l'iscrizione ad una studentessa perchè il padre della ragazza è in causa legale con un professore.

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La scuola in questione è il Liceo delle Scienze Umane Paladini. I fatti: nel 2017 la ragazza, residente con la famiglia nella Piana, era stata rimandata al Paladini in due materie. Agli esami di riparazione a settembre dell’anno scorso, non ce l’aveva fatta, era stata bocciata. Al padre però quella bocciatura non era andata giù e per questo aveva affrontato a muso duro un professore, che poi l’aveva denunciato per aggressione verbale. La causa è ancora in corso. Nel frattempo la ragazza ha recuperato l’anno in un istituto privato e questo settembre avrebbe voluto tornare sui banchi di scuola del Paladini, che adesso è stato trasferito al Campo di Marte. Sembrava tutto a posto ma la scuola alla fine non ha accettato l’iscrizione, come ci racconta al telefono il padre.

(intervista telefonica)

Insomma, la famiglia dice: non possono scaricare le (eventuali) colpe dei padri sui figli. Al momento i tentativi di mediazione sono andati a vuoto. Anzi, la scuola, che non avrebbe fornito altre spiegazioni alla famiglia, ha anche comunicato la restituzione delle tasse di iscrizione alla studentessa. Per tutta risposta il padre della giovane ha presentato un esposto in Procura. Intanto però le lezioni sono iniziate da una settimana e la ragazza non può frequentare.

(intervista telefonica)

La vicenda forse può essere risolta con una lettera di scuse da parte del padre per la questione del diverbio con il professore, come avrebbero richiesto i dirigenti scolastici. Ma c’è anche da capire se la scuola può comunque rifiutare un’iscrizione in questi termini.

 

 

Commenti

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  1. Tiziano simonini


    Comunque DIA,, la ragazza avrebbero dovuta accettarla, è una scuola pubblica non possono rifarsi sui figli, e inaccettabile che si rifaccia o su una ragazzina che modi sono, bello l’esempio che danno ai nostri ragazzi

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