Valdicastello: “Il tallio c’è ancora, serve un piano di risanamento”

PIETRASANTA - Non è finita l'emergenza tallio per i cittadini di Valdicastello riuniti nel Comitato che da ormai quattro anni si batte contro 'inquinamento - potenzialmente tossico - dell'acqua pubblica. Non sono bastate le rassicurazioni date da Gaia e dal Comune pochi giorni fa.

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Nonostante i massicci interventi di lavaggio delle tubazioni, le sostituzioni degli acquedotti e delle tubazioni private, il tallio c’è ancora. Alcune settimane fa infatti ne è stato rintracciato in quantità notevoli (28 ug/l contro lo 0,5), in una casa abitata del paese: nonostante la sostituzione dei tubi domestici e pubblici. La stessa Gaia ha ammesso che ci sono ancora una decina di casi sporadici.

Il dito è puntato sulla ex-discarica di Rezzaio, inquinata dai residui delle miniere, e sull’efficacia dei lavori di messa in sicurezza appena eseguiti dal Comune di Pietrasanta. Ma a preoccupare è anche l’arsenico, rilevato in estate in un pozzo della zona del Pollino.

Il caso tallio intanto si appresta a tornare in tribunale: il 5 febbraio la prima udienza, dopo il rinvio a giudizio di due dirigenti di Asl e di Gaia accusati di non aver agito nell’estate 2013 nonostante agli sforamenti già rilevati dall’Università di Pisa, ovvero un anno prima che il caso scoppiasse con i primi divieti. Il dibattimento entrerà nel vivo a primavera inoltrata, per luce sulle eventuali responsabilità a carico enti preposti al controllo.

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