Ancora incerto il futuro del Mercato del Carmine

LUCCA - Torna prepotentemente nel dibattito pubblico cittadino la questione relativa al Mercato del Carmine. Dopo che il bando di interesse promosso dall'amministrazione comunale è andato deserto, ci si ritrova nuovamente a discutere quale sia il futuro della struttura.

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Da tempo, Confartigianato ha avanzato proposte legate al commercio cittadino, alla promozione della filiera corta agroalimentare per creare all’interno del chiostro realtà commerciali sostenibili e di piccole dimensioni riunite in un consorzio. Un esempio tra tutti, trasferire qua il mercato bio che viene organizzato in piazza San Francesco, oppure realizzare altre date settimanali per il mercato contadino del Foro Boario. Iniziare quindi, intanto a rivitalizzare il chiostro, per poi in momenti successivi, trovare una funzione anche per l’adiacente chiesa e per il piano superiore. Proposte fin’ora cadute nel vuoto e riprese negli ultimi giorni anche dall’opposizione in consiglio comunale. Ma le problematiche relative alla funzione del Carmine vanno parecchio indietro negli anni, perchè nessuna amministrazione che si è succeduta a palazzo Orsetti è riuscita a sciogliere questo nodo, nonostante i 3 milioni di euro investiti dalla Fondazione Cassa di Risparmio per la sua ristrutturazione. C’è sicuramente una parte del commercio cittadino che, schiacciata dalle politiche di agevolazione alla grande distribuzione degli ultimi anni, resta diffidente a qualsiasi proposta commerciale, vista solo in ottica concorrenziale e non di opportunità di sviluppo. E intanto il Carmine resta lì, con le impalcature intorno al campanile e l’ingresso principale sbarrato.

 

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