In carcere militante anarchico: rapinò le poste a Stazzema

MASSAROSA - Doveva scontare un residuo di pena di due anni e otto mesi di reclusione per una rapina messa a segno nel 2007 in un ufficio postale in provincia di Lucca.

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Doveva scontare un residuo di pena di due anni e otto mesi di reclusione per una rapina messa a segno nel 2007 in un ufficio postale in provincia di Lucca. Un fiorentino di 52 anni, Leonardo Landi, è stato arrestato a Massarosa nella casa della compagna e condotto in carcere a Lucca.
Nei giorni scorsi la Corte di Cassazione aveva dichiarato inammissibile il ricorso alla sentenza della corte d’appello di Firenze presentato dall’imputato confermandone così la sentenza di secondo grado a 4 anni di carcere. Il 26 febbraio sulla scrivania della Digos di Firenze è arrivato il provvedimento di esecuzione del residuo di pena, emesso dalla stessa Corte d’appello e al quale gli investigatori della polizia di stato, non hanno tardato a darne esecuzione. L’uomo era ben noto agli uffici di polizia che, in poche ore dall’emissione del provvedimento, hanno provveduto alla sua cattura. Stando alle numerose attività investigative coordinate dalla Digos di Firenze, Landi risulterebbe un noto militante anarchico fin dagli anni ‘90. Oltre ad averne accertato la partecipazione a numerose iniziative anarchiche, nonché il suo presunto coinvolgimento in diversi episodi criminali , la polizia aveva continuato a monitorarne gli spostamenti. Nel corso degli anni, l’uomo era inoltre finito in manette proprio con accuse riguardanti reati di matrice anarco-insurrezionalista. A seguito della rapina del 2007 e del conseguente provvedimento di cattura emesso a suo tempo, era riuscito a fuggire in Francia, trovando rifugio – sempre secondo gli inquirenti – grazie alla rete di assistenza e complicità delle omologhe formazioni anarchiche d’oltralpe. Solo a seguito di un’articolata attività investigativa il ricercato è stato localizzato in Francia e, in collaborazione con la Polizia francese, arrestato nel 2009 al confine di Ventimiglia, proprio pochi istanti dopo il suo rientro in Italia dal territorio transalpino. La sua cattura nel 2009 era avvenuta in esecuzione ad un ordine di custodia cautelare in carcere disposto dal tribunale di Firenze che, oltre a contestargli la nota rapina, lo riteneva responsabile di associazione con finalità di terrorismo, accusa dalla quale, tuttavia, è stato successivamente prosciolto.

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