Maxi frode fiscale da 83 milioni, l’inchiesta è partita da Lucca

LUCCA - E' partita da Lucca, per merito della Guardia di Finanza, l'inchiesta che ha portato alla luce una maxifrode fiscale nel settore della commercializzazione di prodotti tecnologici ed informatici.

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Le Fiamme Gialle hanno posto sotto sequestro preventivo 83 miioni di euro, hanno denunciato 49 persone ed hanno eseguito perquisizioni e sequestri a Napoli, dove si trovava la base dell’organizzazione, e a Brescia e Latina. Le accuse sono quelle di emissione di fatture per operazioni inesistenti, omessa dichiarazione, distruzione di documenti e bancarotta fraudolente. L’indagine, coordinata nella sua fase finale dalla Procura di Napoli Nord, aveva preso la mosse quattro anni fa dal nostro territorio.

L’inchiesta porta alla luce un vorticoso gire di fatture per 500 milioni di euro che però non corrispondono ad operazioni reali. Si tratta di un meccanismo fraudolento che attraverso la vendita solo fittizia della merce con i paesi della comunità europea, con una serie di passaggi, permette l’eliminazione dell’Iva, l’imposta sul valore aggiunto.

Nella sua fase finale l’inchiesta non ha riguardato Lucca ma si è spinta invece in territorio estero, dove avevano sede le società fittizie utilizzate per la fode, in particolare in Slovenia, Croazia ed Estonia.

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