Ucciso sotto casa a colpi di pistola: confermato l’ergastolo per Romanini

CAMAIORE – E' stato confermato l'ergastolo per Roberto Romanini, l'imprenditore camaiorese, 68 anni, accusato di essere il mandante dell'omicidio del cugino Stefano, allora 47enne, ucciso a colpi di pistola sotto casa, in centro a Camaiore, la mattina dell'8 febbraio 2011 con 15 colpi di pistola.

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La Corte di Assise di Appello di Firenze ha confermato la massima pena per Romanini, che prima della lettura del dispositivo si dichiava innocente. Si trova già in carcere per una vicenda di estorsione già passata in giudicato.

Scontato un ricorso in Cassazione da parte dei legali di Romanini. Si dicono soddisfatti i familiari di Stefano, la vittima, rimasti quasi sempre in silenzio in questi otto anni di indagini e di processo. “La giustizia ha fatto il suo corso” – dichiara al Tg Noi la vedova Giuliana Pellegrini.

“Roberto farebbe bene a confessare a questo punto” è lo sfogo della moglie. “Dica chi ha ucciso mio marito, guadagnerebbe anche uno sconto di pena”.

Già, per questo in questo delitto irrisolto resta il giallo del killer. Roberto Romanini è accusato di aver ordito l’omicidio ma nessuno ha mai scoperto chi sparò quei 15 colpi di pistola in strada. “L’assassino potrebbe essere ovunque”, ammettono con amarezza i familiari. “Vivo o morto.”

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