Bertocchini in visita al Volto Santo di Rocca di Soraggio

SILLANO - Procedono i lavori di recupero e di valorizzazione della straordinaria chiesa di Rocca di Soraggio posizionata su un colle quasi a dominare l'intera Valle da dove nasce il Serchio. L'antica chiesa risalente al 1296 anche se probabilmente ha origini ancora più antiche in quanto si trova su un asse antico di comunicazione tra Emilia e Toscana piuttosto importante.

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In questi giorni si è recato in visita alla struttura anche il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca Marcello Bertocchini, invitato dei volontari e componenti della Confraternita del Folto Santo che ne curano il recupero e la gestione , anche per aggiornarlo dei lavori già eseguiti nel passato con il contributo della fondazione risalenti al 2013. Tra l’altro l’area è da poco arricchita da parte dell’amministrazione comunale di Sillano Giuncugnano di questa bellissima postazione di osservazione che , grazie al suo pavimento trasparente regala anche un’ulteriore emozione, da qui si vede tutta la valle di Soraggio le frazioni di Villa, Brica, Metello e Camporanda, in alto il crinale appenninico dal monte Cusna al Monte Vecchio. Questa chiesa è nota sopratutto per questo straordinario Volto Santo che trova nella sua semplicità l’elemento più forte che lo rende unico, insomma una visione religiosa del medioevo che colpisce fedeli o anche solo viaggiatori ancora oggi. Il Volto Santo di Rocca Soraggio è stato restaurato tra il 1996 e il 1999,dalla Soprintendenza di Lucca, con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, sotto il coordinamento del parroco Don Pietro Fortini. Questo Volto Santo realizzato con 3 parti di legno ha anche una particolarità che pochi conoscono , se noi osserviamo le mani notiamo che quella destra è la mano di un uomo, ma quella di sinistra è di una donna, chiaro il significato dell’autore o del committente che comunque rende ancora più originale questo volto santo. Questa chiesa sarebbe stata anche la prima ad ospitare un opera di Pietro di Talada purtroppo rubata nel secolo scorso riacquistata e esposta oggi nel Museo Guinigi a Lucca. Al termine della visita il presidente della Fondazione CRL si è complimentato con i presenti per il modo e la passione che mettono per valorizzare questo luogo ricco di significati

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