Choc termico dopo un tuffo a Malbacco: paura per un bambino di 10 anni

SERAVEZZA - Un bagno in acque gelide in questi giorni di grande afa può sembrare un toccasana, ma sa rivelarsi in verità molto pericoloso. E' il caso di un bambino empolese che alle cascate di Malbacco ha subito uno forte choc termico, risolto per fortuna senza gravi conseguenze.

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Il piccolo di dieci anni, dopo una lunga e faticosa passeggiata tra i boschi con la famiglia per arrivare alla pozza 4 in località Pozzo della Madonna, nella valle del fiume Serra in Alta Versilia, si è tuffato nelle piscine naturali, meta in questi giorni di migliaia di bagnanti in cerca di refrigerio. Ha fatto un salto di quasi cinque metri ma è stato l’impatto repentino con l’acqua gelata, dopo la lunga sudata, a generare un principio di ipotermia che ha provocato un’improvviso malore.

Sul posto è intervenuto il soccorso alpino della stazione di Querceta, i Vigili del fuoco, un’ambulanza della Croce Bianca. Le condizioni del bimbo, che ha accusato un forte dolore toracico, sono migliorate nel giro di poco tempo. Ma è stato comunque trasportato dall’elicottero Pegaso all’ospedale Meyer di Firenze per le cure del caso.

Lo sbalzo termico, la cosiddetta sindrome da idrocuzione, può portare all’arresto cardiorespiratorio e quindi all’annegamento. Per questo gli esperti, attraverso il 118, raccomandano sempre – specie dopo attività fisica – di bagnarsi con calma e gradualmente per evitare qualsiasi rischio, bagnando gradualmente le parti del corpo almeno per un paio di minuti prima di tuffarsi.

 

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