Kedrion supporta un’iniziativa internazionale contro la malattia del feto e del neonato

FIRENZE - Kedrion rinnova e rafforza il suo impegno per la lotta alla malattia emolitica del feto e del neonato, che causa circa 150mila morti neonatali ogni anno nel mondo.

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Il colosso dei plasmaderivati con sede a Castelvecchio Pascoli è tra i principali sostenitori di Whire, soggetto no profit, nato a New York sotto gli auspici della Columbia University, che si batterà per l’eradicamento della malattia.

Whire è stato lanciato a Firenze, nel corso di un incontro internazionale all’Istituto degli Innocenti, alla presenza tra gli altri dell’amministratore delegato di Kedrion, Paolo Marcucci.

La malattia del feto e del neonato è la conseguenze di un’incompatibilità tra il gruppo sanguigno (Fattore Rh) della madre e quello del feto. Si tratta di una patologia assolutamente prevenibile e infatti quasi del tutto scomparsa nei Paesi sviluppati grazie a una profilassi messa a punto oltre mezzo secolo fa che consiste in due semplici iniezioni di Immunoglobuline.

Molti paesi sono però privi di flussi di approvvigionamento adeguati, di per­sonale medico pre­parato, di educazione medica e di altre risorse es­senziali.

Nel 2018 è iniziata una campagna educazionale a livello globale che ha visto subito Kedrion tra i promotori, culminata adesso con l’avvio di Whire, organizzazione alla quale hanno aderito scienziati, medici e cooperanti da molte parti del mondo.

L’obiettivo, che Kedrion si impegna a sostenere nel tempo, è quello di lavorare con medici, governi e associazioni no profit per permettere al maggior numero possibile di donne in ogni parte del mondo di avere accesso alla profilassi.

Nel corso dell’evento a Firenze è stata assegnata al professor Giuseppe Remuzzi, Direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, la 4a John Gorman Lecture, conferenza internazionale in Medicina Trasfusionale intitolata al Professor John Gorman, pioniere della profilassi Anti-D, e resa possibile grazie al sostegno di Kedrion.

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