Ponsi, continua l’agitazione dei lavoratori

MASSAROSA - Dopo la pausa per le ferie estive, sono rientrati al lavoro i venti dipendenti della Ercos Ponsi a Massarosa, lavoratori e lavoratrici che con la fine del mese di Settembre, a meno che non intervengano delle sostanziali novità, dovranno trasferirsi a Monticelli Brusati in provincia di Brescia, sede della loro capofila

-

Le lavoratrici e i lavoratori in queste ore stanno valutando insieme al sindacato le eventuali azioni legali da intraprendere nei confronti dell’azienda, che solo un anno fa aveva sottoscritto un accordo con la Regione Toscana per il quale avrebbe mantenuto a Massarosa l’attuale produzione a fronte di alcune uscite di personale.

“Oggi – spiega Fiom Cgil – quell’accordo viene completamente disatteso e dopo due anni di cassa integrazione per riorganizzazione supportata economicamente e copiosamente dell’Inps per consolidare le attività in Versilia, l’azienda se ne va con tutto il know how, le attrezzature, i prodotti e soprattutto il marchio storico Ponsi in un’altra regione ad oltre 260 km.

Si vive quindi una situazione drammatica per le famiglie coinvolte e per la fine annunciata di un’attività storica di Viareggio e della Versilia, nel frattempo si attende a breve (governo permettendo) la convocazione di lavoratori e azienda al Ministero del lavoro, dove auspichiamo possano essere chiariti e fermati i propositi di chiusura del sito di Massarosa e i conseguenti trasferimenti collettivi.

Invitiamo quindi le Istituzioni a farsi parte in causa in questa vicenda che segna come le “iniziative imprenditoriali” possano depredare un territorio come il nostro delle poche attvità, prodotti, marchi rimasti.

Noi crediamo che non ce lo possiamo permettere, vorremmo che chi rappresenta il territorio si facesse carico insieme a noi di impedire questi avvenimenti e che si costruissero politiche e iniziative per evitarlo oggi e nel futuro.

Per questo stiamo intraprendendo le azioni legali utili a sostenere le nostre posizioni a difesa del lavoro nel territorio e del rispetto degli accordi firmati”.

Lascia per primo un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.