Bimbo caduto dalle Mura, chiuse le indagini; in tre rischiano la citazione in giudizio

LUCCA - La Procura di Lucca ha chiuso le indagini sulla caduta dalle Mura del bimbo francese, avvenuta lo scorso anno. Adesso potrebbe scattare la citazione in giudizio di tre ex dirigenti dell'Opera delle Mura.

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La Procura di Lucca ha chiuso le indagini e si appresterebbe a chiedere la citazione in giudizio in giudizio per tre ex dirigenti del disciolto ente Opera delle Mura, ritenuti responsabili della caduta dal massimo monumento cittadino di un bambino francese nell’agosto del 2018 e del padre del piccolo, che si gettò dietro di lui per soccorrerlo.

I tre indagati sono l’ex presidente dell’ente Alessandro Biancalana e due ex direttori, i dirigenti comunali Giovanni Marchi e Maurizio Tani. Per loro l’accusa è di lesioni personali stradali gravi.

Secondo la Procura, i tre sarebbero responsabili di non aver posto una segnaletica adeguata del pericolo di caduta dalle Mura e di non aver disposto adeguate opere di protezione sul lato aperto del baluardo San Regolo, quello da cui cadde con la propria bicicletta il bimbo di 5 anni procurandosi una frattura alla testa e altre contusioni, mentre il padre si procurò una frattura all’omero.

E’ così terminata un’inchiesta a suo modo storica, incentrata per la prima volta sulla possibile pericolosità intrinseca della Mura di Lucca. Un’indagine che ha sollevato il dibattito anche tra i lucchesi: secondo la maggioranza dell’opinione pubblica locale però le Mura non sarebbero più pericolose di altri monumenti simili; e la responsabilità delle cadute sarebbe da attribuire a condotte poco prudenti da parte dei turisti.

A seguito delle indagini e dei suoi sviluppi giudiziari, il monumento adesso è invaso da reti di protezioni provvisorie nei punti ritenuti pericolosi dalla Procura. E il Comune ha presentato un piano di interventi per limitare il pericolo di caduta in alcuni punti interni dei baluardi.

 

 

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