Ciclovia Tirrenica pronta nel 2023: ma quale tracciato a Viareggio?

LIVORNO - Sarà percorribile nel 2023 la tanto attesa Ciclovia Tirrenica, il lungo percorso ciclabile che da Ventimiglia, al confine con la Francia, arriva fino a Roma seguendo il litorale toscano.

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387 chilometri nel solo tratto toscano, che diventano oltre 1000 se si sommano anche i tratti ligure e laziale, con i collegamenti con le stazioni ferroviarie e i porti. In totale circa il 30 % già esistente ed il restante da adeguare o realizzare, attraverso 5 Province e 30 Comuni.

A Livorno in uno convegno la Regione ha fatto il punto della situazione. Ancora quattro anni occorrono. 100 milioni sono stati investiti. In attesa dei 15 milioni che arriveranno dal Ministero. Per la Versilia, che in larghissima misura già dispone di una ciclopista litoranea, l’importo è stato di 210mila euro.

Un progetto, partito su spinta della Fiab nel 2009, che va incontro alle esigenze di una mobilità sostenibile e del cosiddetto cicloturismo, aumentato addirittura del 41% in Toscana negli ultimi cinque anni.

In Versilia resta da completare il tratto che va da Viareggio e Torre del Lago e il collegamento con Vecchiano e il parco di Migliarino. Resta ancora da decidere il tracciato da seguire tra la Marina di Levante e quella torrelaghese. Risulta sempre in piedi l’ipotesi del percorso ciclabile attraverso la zona retrodunale naturale della Lecciona, appoggiata dal Comune e del Parco, ma osteggiata da tutte le associazioni ambientaliste della Versilia, che sostengono per lo più il tracciato del viale dei Tigli, per non intaccare l’area naturale. Entro la fine dell’anno sono attesi i bandi per finanziare i progetti. A breve dunque il nodo sarà sciolto.

 

Commenti

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  1. E’ sacrosanto tutelare l’ambiente ma, come per ogni cosa, è necessario fare attenzione a non accanirsi nei confronti di infrastrutture utili alla collettività. E’ altrettanto importante, a mio avviso, fare in modo che certe opere pubbliche vengano realizzate rispettando precise normative, per evitare di realizzare percorsi, com’è avvenuto in alcuni casi sul territorio versiliese, per ciclopiste realizzate sfruttando piccoli vialetti preesistenti dalle dimensioni insufficienti, per esempio alla circolazione del doppio senso di marcia.

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