Ora è davvero profondo rosso…nero; la Lucchese va ko (1-2) anche a Casale

CALCIO D - Ancora una sconfitta per la Lucchese, questa volta sul campo dei nerostellati piemontesi. Quasi un derby per la Pantera visto che il Casale è allenato dal viareggino Francesco Buglio e ha il figlio Angelo in campo.

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La Lucchese torna da Casale incassando un’altra sconfitta, ma soprattutto l’ennesima contestazione da parte dei propri tifosi, che accusano la dirigenza di aver messo insieme una squadra non all’altezza del blasone rossonero.

Partita che inizia con un minuto di silenzio per la morte di Squinzi, patron del Sassuolo. Le avvisaglie di come andrà la gara si vedono già al secondo minuto, quando il direttore di gara, il signor D’Eusanio di Faenza estrae il primo cartellino giallo per un fallo di Meucci che al settimo verrà sostituito da Cruciani. Corre infatti il 18′ che l’arbitro assegna un calcio di rigore al Casale per un presunto fallo di mano in area. Del penalty s’incarica Buglio Jr che dagli 11 metri non sbaglia e trafigge la porta di Fontanelli. Al 27′ Vignali pareggia i conti, gran botta da fuori e palla che si insacca alle spalle di un’incolpevole Rovei. Il gol scuote i rossoneri che riacquistano fiducia, ma proprio nel momento migliore Penati becca due gialli nel giro di un minuto, (41 e 42) e viene allontanato dal campo. Poi, proprio allo scadere del tempo, l’arbitro assegna il secondo rigore al Casale. Ancora una volta sul dischetto si presenta Buglio, ma questa volta il suo tiro si stampa sulla traversa, squadre a riposo sull’uno pari.

LA ripresa inizia ancora con i padroni di casa in avanti. Pressing che si concretizza al 30′ quando una girata in area di Mair fulmina Fontanelli per il 2 a 1. Da qui fino alla fine della partita sono poche le annotazioni: un tiro di Papini (32) ribattuto e una punizione di Tarantino allo scadere  (44) che si perde sul fondo. il match termina dopo tre minuti di recupero, e ancora una volta la squadra si presenta davanti ai propri tifosi che però, questa volta, contestano anche la società.

 

Commenti

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  1. Gisberto Granucci


    A fine partita sotto la durissima contestazione dei tifosi giunti in Piemonte non dovevano andare i giocatori ma i dirigenti, che hanno costruito questa sgangherata squadra con il beneplacito dei soliti giornalisti e di qualche tifoso amico attore (con il max rispetto per gli attori).


  2. E anche quest’anno… sofferenza… be’ mi anni 80 / 90…

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