Un ritrovamento dall’importanza storico artistica rilevante

CAPANNORI - Presente a Villa Reale per la cerimonia di restituzione della scultura trafugata, anche lo studioso Guido Tigler che per primo attribuì l'opera alla mano dell'artista Tino di Camaino, attraverso la pubblicazione intitolata "Una testa a Marlia" realizzata nel 1991 quando Tigler s'imbattè nella scultura durante la stesura della propria tesi.

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La testa di Marlia faceva parte di una raccolta di sculture antiche, in gran parte trafugate nel 2014, murate alle pareti del portico della Villa del Vescovo. La suo collocazione originale era però verosimilmente nel gruppo dei consiglieri che contornavano la statua in trono dell’Imperatore Arrigo VII di Lussemburgo, al tempo unito al sarcofago col gisant dell’Imperatore medesimo, conservato nel transetto sud della Cattedrale di Pisa e che venne smembrato alla fine del quattrocento. La soprintendente ai beni culturali Angela Acordon ha sottolineato l’importanza di questo ritrovamento.

Adesso la scultura verrà custodita all’interno di Villa Reale, verosimilmente in una collocazione controllata ma accessibile ai visitatori della Villa.

 

 

 

 

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