Del Ghingaro annuncia ai suoi la ricandidatura a sindaco di Viareggio

VIAREGGIO - Stavolta ci siamo. Giorgio Del Ghingaro ha ufficializzato la sua ricandidatura a sindaco di Viareggio. Lo ha fatto riunendo alla Gamc la sua maggioranza, allargando l'incontro a tutti gli esponenti delle partecipate cittadine e alle forze politiche civiche che lo sostengono.

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“Parlano i fatti.” Così ha riassunto in un lungo intervento quanto fatto in cinque anni di amministrazione. Partendo dal risanamento del Comune in dissesto, culminato con le nuove assunzioni e i concorsi partiti.  Ricordando la recente approvazione del Regolamento urbanistico, l’acquisto del porto, i successi del Carnevale, di Jovanotti e del Versilia yachting rendez-vous.  “Siamo stati bravi” – lo ripete più volte ai suoi. Ma “tante cose dobbiamo ancora fare” – aggiunge Del Ghingaro. “Cinque anni non sono pochi, dieci sono un percorso di vita: Viareggio è un legame che non si scioglie, un’emozione che non si lascia. E’ una promessa che va mantenuta.”

La presentazione ufficiale della sua corsa al mandato bis è prevista per il 30 gennaio. Ma ormai non ci sono più dubbi per la sua squadra, pronta da mesi a sostenerlo nonostante le voci che fino a oggi lo vedrebbero in trattativa per una candidatura in Consiglio regionale con Italia Viva.

Se la ricandidatura di Del Ghingaro pare certa, non si può dire altrettanto dello schema delle alleanze. Con un Partito Democratico che ancora attende la benedizione della segretaria regionale Simona Bonafè prima di annunciare la candidatura di Sandro Bonaceto. Ma come noto la segreteria fiorentina resta molto vicina a Del Ghingaro e gradirebbe un fronte compatto. E poi c’è un’altra benedizione che manca all’appello, quella dei vertici di Italia Viva che devono chiarie chi dei due candidati appoggerà il partito di Renzi, diviso in due circoli viareggini contrapposti.

Intanto la coalizione di centrosinistra a sostegno del manager di Confindustria perde un pezzo. Il Laboratorio 5 Stelle annuncia di staccarsi dal progetto Bonaceto, che vede insieme Pd, Iv, Art1, Sinistra Italiana e liste civiche. Il gruppo di iscritti del M5S, non condividendo i metodi usati dai “quasi” alleati, lascia: “I tempi non sono ancora maturi per delle “coalizioni” locali mutuate dal governo attuale.”

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