Sotto sfratto si dà fuoco e incendia l’appartamento

ALTOPASCIO - Mattinata drammatica in corte Panattoni ad Altopascio, una traversa di via Torino, alle porte del centro storico: un uomo di 42 anni di origine brasiliana, Edson Da Silva, si è dato fuoco durante l'esecuzione dello sfratto dal suo appartamento, riportando gravi ustioni e provocando un incendio che ha devastato l'immobile.

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Erano da poco passate le 11:00 di lunedì mattina quando alla porta dell’appartamento al piano terra di questa palazzina si sono presentati gli ufficiali giudiziari accompagnati da una pattuglia dei carabinieri per dare esecuzione allo sfratto dietro richiesta del tribunale. L’uomo ha aperto, poi con una scusa si è recato in una stanza sul retro e qua, secondo una prima ricostruzione di fatti, si sarebbe cosparso di liquido infiammabile e dato fuoco. Con molta probabilità l’uomo doveva aver anche lasciato aperto il gas perchè i locali dell’appartamento sono stati investiti da una violenta fiammata che in breve tempo ha avvolto gli arredi ed il solaio.

A soccorrere l’uomo sono intervenuti i vicini di casa che sono riusciti a spegnere le fiamme che lo avvolgevano e a chiamare i vigili del fuoco e i sanitari. In breve tempo in corte Panattoni sono giunte due pattuglie della polizia municipale e due squadre di vigili del fuoco, che sono riusciti a domare le fiamme e ad evitare che si propagassero all’intero stabile. I sanitari della Misericordia hanno subito constatato le gravi condizioni dell’uomo, quasi completamente ustionato ed hanno allertato l’elisoccorso Pegaso per trasferirlo in codice rosso.

Le operazioni di bonifica dell’incendio sono proseguite per tutta la mattina, con i residenti in strada ad attendere che le verifiche dei vigili del fuoco dichiarassero o meno l’agibilità degli appartamenti della palazzina. Sul posto per verificare la situazione sono giunte anche il sindaco Sara D’Ambrosio e l’assessore al sociale Ilaria Sorini.

 

Commenti

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  1. Quando in una vicenda di sfratto c’è una vittima qualcosa non funziona e questo ci invita a riflettere se è stato un caso o se anche noi abbiamo una qualche componente di responsabilità. (penso anche ad una mancanza di carità che poi è tutto ciò che porteremo con noi quando ce ne andremo). Io per primo sto facendo un piccolo esame di coscienza…..


    • Noto trans tra altro già con problemi psichiatrici


    • Sicuramente la società ( noi ) in cui viviamo non aiuta il suo prossimo….e le istituzioni ci mettono del loro…. se una persona arriva ad un gesto così estremo è perchè non vede via d’uscita…magari se invece di chiamare i carabinieri quando dava in escandescenza qualcuno avesse cercato di capire facendo intervenire i servizi sociali…..e se fosse stato solamente malato? , se questa depressione che aveva senza adeguato sostegno ( medico,psicologico,umano ) è divenuta pazzia? Si,pure io sto facendomi delle domande….


  2. Poveretto…che gesto disperato, e penso al tizio che qualche giorno fa si vantava all’ufficio postale di vivere in una casa popolare pagando 40 euro al mese e di avere un appartamento di proprietà dove riscuote 500 euro al mese. Ma con quali c@@@@@ di criteri vengono assegnate le case popolari!!!???? E chi non ce la fa si dà fuoco…


    • io ripenso alla squallida ex ministra che, poverina!, aveva disperato bisogno del suo appartamento in piazza navona (500mq per 150€ al mese) per condurre la sua “vita di relazioni”… roba da prenderla a pedate nel didietro


  3. Se prendeva fuoco appartamento sopra c erano giovani e donne.. Potevano morire tutti

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