Il Carnevale di Viareggio rievoca lo stile di Enrico Coveri

VIAREGGIO - Rivoluzionò il modo stesso di concepire la moda italiana quando quest’ultima, alla fine degli anni 70 – si stava affermando in tutto il mondo. Lo stile per Enrico Coveri si sposava ad una visione positiva e colorata dell’umanità:

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Rivoluzionò il modo stesso di concepire la moda italiana quando quest’ultima, alla fine degli anni 70 – si stava affermando in tutto il mondo. Lo stile per Enrico Coveri si sposava ad una visione positiva e colorata dell’umanità: Anche quando il total black imperava. Moda per lui equivaleva a dire unicità. Quella che stravolse i dettami e i riferimenti estetici di un’epoca. E quella che senza ombra di dubbio da sempre caratterizza l’arte del Carnevale di Viareggio con la sua variopinta sfilata dei carri e che, non a caso, ha scelto proprio Coveri come protagonista dell’edizione 2020. Alla Galleria d’arte contemporanea di Viareggio protagonista alla prima conferenza dedicata al tema delle genrazioni all’interno del programma fuori corsi,  la famiglia Coveri  ha raccontato tra storia e aneddoti, il forte legame con l’arte” che da sempre contraddistingue la maison. Le pailettes, grazie alle quali abiti e accessori brillano di luce propria, diventano filo conduttore di due stili inconfondibili che raccontano, a modo loro, il mondo che cambia, in un grande contenitore artistico che non ammette tabu’.  La mostra esposta alla Gamc – spiega   Francesco Martini Coveri nipote del celebre stilista “la continua, reciproca ispirazione tra la maison e l’arte in un solco di continuità che dallo zio, attraverso la sorella Silvana, arriva fino alla nuova generazione.

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