Inchiesta pubblica sul progetto del gassificatore; ecco le ragioni di KME

BARGA – Presso l’auditorium di KME si è svolta venerdì sera la prima sessione dell’udienza generale relativa all’inchiesta pubblica sul progetto del gassificatore.

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In questo primo incontro l’azienda doveva presentare le motivazioni che hanno portato KME a scegliere di realizzare una piattaforma energetica tramite un co-inceneritore che brucia prevalentemente pulper di cartiera; i benefici del progetto ed anche quelli, secondo l’azienda, di risparmio in termini di impatto ambientale e di consumi. Permettendo a KME di ridurre enormemente i costi energetici ed al contempo riducendo le emissioni attuali dello stabilimento. Tra gli interventi iniziali quello di introduzione, del direttore dello stabilimento di Fornaci  Michele Manfredi per il quale per l’azienda e per il suo futuro è fondamentale questa operazione. Lo ha ribadito anche il primo dei consulenti che ha preso la parola, Francesco Picozzi. L’attuale situazione, con l’approvvigionamento elettrico garantito dalla rete nazionale, non sostiene in alcun modo il progetto di rilancio dello stabilimento. Negli interventi successivi è stato illustrato nel dettaglio il progetto e soprattutto come verrebbe realizzato e costruito questo impianto che secondo gli esperti dell’azienda garantisce e il rispetto dei limiti emissivi e la sicurezza, dei vincoli ambientali ed urbanistici, non ha impatti anomali sul paesaggio. Ora tocca alle altri parti prendere la parola; sia quelle che sostengono il progetto di KME e soprattutto quelle che non lo sostengono e che nelle prossime sezioni dell’udienza generale, peroreranno le ragioni del no al progetto. Se ne riparlerà a Barga, al teatro dei Differenti, il prossimo 28 febbraio alle ore 21.

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