Coronavirus, il ristoratore lucchese che misura la febbre ai clienti

LUCCA - La temperatura corporea misurata subito all'ingresso del ristorante, per dare sicurezza e tranquillità psicologica ai clienti ma anche a chi nel locale ci lavora. Questa la pratica introdotta dal ristorante "La Bottega di Anna e Leo", in centro storico a Lucca. Ne abbiamo parlato col titolare, Claudio Togni

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Togni, che ha tolto dieci coperti per fare più spazio nel locale, ci spiega anche che la distanza di un metro introdotta del decreto del governo, non va considerata tra i tavoli del ristorante bensì tra i clienti che siedono ai tavoli.

 

Commenti

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  1. Vero senso di civiltà!
    Esempio da seguire!


    • A me sembra che non sia stata capita la Gravità del problema.Come al solito gli Italiani non si smentiscono in quanto a cialtroneria salvo poi piangere e lamentarsi ed accusare altri quando vengono toccati in prima persona dai PROBLEMI..Italiani fatevi un profondo esame di coscienza..


  2. Aggiungo un Bravo al ristoratore.Non c è bisogno di dire altro ..il suo gesto è significativo 👏


    • Chiudere i ristoranti no ?,il coronavirus ha un’incubazione che va fino ai 14 giorni ,non puoi sapere se il cliente è già stato contagiato o no ,non serve a nulla misurare la febbre i sintomi si manifestano dopo.


  3. fa bene anche se il coronavirus non sempre da la febbre all’inizio

  4. Diana Carbonari


    Ma per favore chiudete…. per 2 settimane non muore nesauno….


  5. La responsabilità individuale è alla base, il buon senso in questi giorni ci dice di allinearci alle linee guida per minimizzare il diffondersi del Virus, per cui a mio parere non credo sia il problema se aperti o chiusi i locali pubblici, ma se frequentarli. Se il buon senso non basta allora probabilmente sarebbe meglio chiuderli.
    Anche se con il nuovo decreto d’urgenza sulla mobilità il problema non si pone, nel senso che essendo fatto divieto di circolare se non strettamente necessario, ovvero recarsi sul posto di lavoro dal proprio domicilio e poco altro, sicuramente andare al ristorante non rientra tra l’esigenze strettamente necessarie.
    Se non basta dissuadere con i consigli, nel caso si venga fermati dalle autorità su un tragitto non giustificabile si può essere sanzionati con ammenda pecuniaria di euro 240,00.

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